lunedì 21 novembre 2016

HIDROMACH SPA


Nel 1930, a Torino, i fratelli Carlo e Mario Bruneri, iniziavano la loro attività con la fabbricazione di autocarri ribaltabili.

Alla ripresa delle attività industriali, dopo le vicissitudini mondiali, e più precisamente nel 1948 progettavano e costruivano un prototipo di escavatore, impiegato principalmente come caricatore frontale, azionato da pompa e martinetti idraulici.

Con il trascorrere degli anni, ulteriori migliorie vennero a modificare la primordiale concezione tecnica, sino a giungere ad una ottimale macchina su ruote in grado di operare e spostarsi mediante azione idraulica.

Nel settembre del 1951 veniva riconosciuto alla "Ditta Carlo e Mario Bruneri fratelli a Torino" il brevetto di invenzione di quello che in seguito fu comunemente definito, primo nel mondo, "Escavatore idraulico".

Al tradizionale movimento a funi si contrapponeva quello idraulico, con l'abolizione di frizioni, freni, argani, scatole di inversione, funi e tamburi avvolgifune.
 


Mantenendo inalterate le prestazioni si aveva pertanto una notevole riduzione di peso ed un inferiore costo di produzione.

Eliminati organi di facile usura la gestione risultava inoltre decisamente vantaggiosa.
In un mercato italiano poco propenso alle novità, una visione più ampia verso i mercati stranieri, spinse nel 1954 la Bruneri a cedere il brevetto alla società francese Sicam.

In Italia continuando la produzione di escavatori, nel 1957 si iniziò la costruzione di gru e gli studi per una pala girevole denominata S12.
In Francia, l'escavatore Bruneri veniva prodotto, pubblicizzato e commercializzato col nome di "Yumbo".

Lo stesso tipo di escavatore era costruito nel resto del mondo dalle quotate società Drott (Stati Uniti), Mitsubishi (Giappone), Priestman (Inghilterra) e Tusa (Spagna). Nel 1963 veniva alla luce negli stabilimenti Bruneri il millesimo esemplare "Yumbo".
Gli studi e le esperienze trasmesse dalla Società Bruneri alla marca francese contribuirono notevolmente allo sviluppo tecnologico ed alla diffusione mondiale dell'escavatore idraulico.
   
Nel 1965 dalla scissione della primitiva ditta nasceva l'Hydromac una società con un esperienza trentennale nel campo specifico degli escavatori idraulici.

La produzione  sale dai 100 esemplari dei 1965 ai 300 nel 1970 ed ai 720 del 1975.

Nel 1976 la produzione totale è stata di 750 escavatori, di cui 300 esportati.

Obiettivo futuro era quello di raggiungere le 1000 unità.
Il fatturato è salito da 1 miliardo del 1965 ai 25 miliardi del 1976.
il numero dei dipendenti, tra operai e impiegati era di 650 suddivisi nei due stabilimenti di Torino e Trino Vercellese.

Nello stabilimento di Torino San Mauro, 18.000 mq coperti su di un'area di 130.000 mq, erano situate le lavorazioni di particolari meccanici di precisione quali l'alesatura di carri e torrette, la saldatura di flange e fondelli cilindri idraulici, l'alesatura degli steli spintori e la lavorazione con controllo numerico di corpi e coperchi riduttori.
 

Infine le linee di finizione e montaggio delle catenarie, dei motori idraulici sino alle linee di montaggio degli escavatori.

Prima di entrare in produzione i materiali erano sottoposti ad attenti esami di laboratorio ed a severi collaudi durante le lavorazioni.

Lo stabilimento di Trino Vercellese, situato su un'area totale di 40.000 mq di cui 5.000 coperti, era principalmente adibito al taglio dei profili in lamiera ed alla costruzione di strutture saldate di carpenteria come i cucchiai, telai, bracci e torrette.
 
Alla fine del 1983 l'Hydromac S.p.A. chiuse e da quel momento iniziò un'epoca contraddistinta da ripetute acquisizioni e riorganizzazioni finanziarie, a partire dalla River S.p.A. per passare successivamente dalla Ilme S.p.A. alla Hydromac Maquinas Italia, ed infine alla Hydromac srl che cessò definitivamente l'attività nel 1996








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